Cose che devi sapere se sei a rischio pignoramento.

Rischio Pignoramento?

Se sei debitore verso qualcuno è importante sapere come questo si muoverà per avere indietro ciò che gli spetta, vediamo i soggetti più comuni.

  • Banca: Di solito questa possiede già un ipoteca di primo grado su un immobile, è quindi molto più tutelata rispetto altri soggetti. Prima del pignoramento immobiliare verranno emesse più lettere di sollecito chiedendo il rientro delle rate o dell’intero importo.
  • Condominio: Se non si pagano più le rate di un mutuo è quasi sempre “logico” che le spese condominiali fanno la stessa fine. Il condominio però dovrà agire in maniera diversa, non avendo nessun titolo sull’immobile. Quindi prima iscriverà “ipoteca giudiziale” sull’appartamento e poi procederà al pignoramento immobiliare.
  • Privato: Contratti, cambiali, fatture non pagate sono i titoli principali per cui un privato apre un contenzioso con un altro. Anche qui la prima cosa che farà è iscrivere ipoteca giudiziale per l’importo del credito sull’ immobile.
  • Società: Idem come sopra.
  • Equitalia: I debito verso fisco, erario e previdenza viaggiano su corsie molto più veloci rispetto qualunque altro creditore. Il “metodo” utilizzato per riscuotere è opinabile nei modi, non nel concetto.
3) Hai già dato mandato ad un avvocato?
Non fare lo struzzo! Far finta di niente è il modo migliore per rendere impossibile e senza speranza una situazione che può essere ancora gestita (sempre che ti interessi farlo). Trova un avvocato di fiducia e prendi subito iniziative per proteggere quello che è ancora possibile.

2) Hai già ricevuto un decreto ingiuntivo?

Se ti è stato notificato un Decreto Ingiuntivo hai un periodo di tempo entro il quale devi provvedere a ripagare una somma dovuta verso il o i creditore,  dopodichè il Decreto Ingiuntivo diventa Esecutivo. I tempi di emissione di un Decreto Ingiuntivo sono rapidi in alcuni casi si tratta di qualche settimana, in altri di alcuni giorni.

E’ possibile fare Opposizione al Decreto Ingiuntivo, ma le caratteristiche di opposizione devo essere assolutamente valide, anche se molte volte viene fatto solamente per prendere un pò di tempo. Il Decreto Ingiuntivo viene emesso da un giudice dopo istanza (richiesta) del creditore presentando una prova scritta inequivocabile di fatture non pagate, promesse di pagamento, scritture private non rispettate, rate di mutuo o di finanziamento non pagate, cartelle esattoriali ecc.Il Decreto Ingiuntivo deve essere recapitato direttamente al debitore che avrà un periodo di 40 giorni per poter saldare il proprio debito o presentare ricorso, altrimenti si attiverà automaticamente il processo di Esecuzione Forzata con l’emissione successiva dell’Atto di Precetto.

NB: Se ancora non hai consultato un avvocato, ADESSO E’ IL MOMENTO!

4) L’atto di precetto è arrivato?

L’Atto di Precetto è utilizzato dal creditore con una prova di credito (mancato pagamento di una cambiale, un assegno protestato, rate insolute di un mutuo o un finanziamento) nei confronti di un debitore per provare a chiudere in fretta la situazione debitoria. Se il debitore venisse a meno del suo impegno, i creditori tramite azioni legali, potranno iniziare il processo secondario di esecuzione forzata. Il debitore, che ha circa 10 giorni di tempo, successivi alla data di ricezione dell’avviso, per saldare il debito con i creditori.

Quando il debitore manca al proprio dovere, i creditori avranno tutto il diritto di procedere, richiedendo all’ufficiale giudiziario il pignoramento di tutti (o parte) i beni in possesso al debitore, fino alla totale soddisfazione del credito, comprensivo di interessi e spese legali. Trascorsi i 10 giorni il pignoramento sui beni mobili o immobili viene trascritto.

5) Effetti del pignoramento sulla proprietà immobiliare.

• Perdi la casa!

• Difficilmente vendibile nel libero mercato;

• La procedura esecutiva implica costi elevati che vanno ad aumentare il totale dei tuoi debiti;

• La casa all’asta viene venduta (quasi sempre) ad un prezzo inferiore al valore di mercato;

• Se l’importo ricavato dalla vendita in asta non bastasse a risanare il debito, ti ritrovi senza casa e con un residuo di debito nei confronti dei creditori.

• La tua segnalazione come cattivo pagatore si aggrava notevolmente risolvendosi in modo forzoso.

Il pignoramento dei beni immobiliari  rischia di generare danni maggiori INASPETTATI rispetto alla situazione iniziale.

6) Lo sai che possono pignorarti lo stipendio?

La Finanziaria 2005 (legge 311/04) ha definitivamente equiparato le disposizioni relative alla pignorabilita’ degli stipendi privati e di quelli pubblici. In sostanza vige per tutti gli stipendi (gratifiche, le pensioni, indennita’, i sussidi, etc) la regola generale secondo cui essi sono impignorabili ed insequestrabili salvo queste eccezioni:

1) se il debito riguarda alimenti dovuti per legge, e’ prevista la pignorabilita’ fino ad un terzo degli stipendi al netto di ritenute;

2) se il debito e’ verso lo Stato o altri enti o imprese da cui il debitore dipende, e riguarda il rapporto di impiego, e’ prevista la pignorabilita’ fino ad un quinto degli stipendi al netto di ritenute;

3) se il debito riguarda tributi dovuti allo Stato, alle Province o ai Comuni dall’impiegato o salariato, e’ prevista la pignorabilita’ fino ad un quinto degli stipendi dello stesso al netto di ritenute.

Per quanto riguarda i pignoramenti degli stipendi privati (comprese indennita’ relative al rapporto di lavoro anche dovute a licenziamento) valgono queste precisazioni:

– la quota oggetto di pignoramento per crediti alimentari e’ decisa dal presidente del Tribunale o da un giudice da questi delegato.

– sono pignorabili fino ad un quinto per tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni e nella stessa misura per ogni altro credito.

– quando concorrono due o piu’ cause suddette la quota pignorabile non puo’ estendersi oltre la meta’.

7) Se i beni pignorati non sono sufficienti?

Oppure si manifestano troppo lunghi i tempi di liquidazione degli stessi, l’ufficiale giudiziario puo’ interpellare ufficialmente il debitore riguardo all’esistenza di altri beni disponibili per il pignoramento. I debitori che -quando interpellati- dichiarano il falso o non collaborano, ovvero non rispondono entro 15gg, sono perseguibili penalmente secondo quanto previsto dall’art.388 del codice penale (reclusione fino ad un anno e la multa fino a 309 euro).

Ulteriormente l’ufficiale giudiziario puo’, sempre nell’ottica di cui sopra, procedere ad una ricognizione dei beni da pignorare con accesso diretto all’anagrafe tributaria o ad altre banche dati pubbliche. Se il debitore e’ un imprenditore commerciale, inoltre, l’ufficiale potra’ consultare le scritture contabili mediante la consulenza di un professionista.

Tutto cio’ anche su richiesta del creditore procedente, che con apposita istanza puo’ chiedere l’integrazione del pignoramento anche al giudice qualora ritenesse inadeguate le stime effettuate dall’ufficiale giudiziario.

Cos’altro possono pignorare?

Il pignoramento puo’ riguardare anche le cose mobili (arredamento, oggetti vari) presenti nell’immobile non di proprieta’ del debitore. E’ sufficiente che questi vi abbia residenza per presumere -in forza di legge- che i beni contenuti nell’immobile siano di sua proprieta’, salvo prova contraria (sua o dell’effettivo proprietario).

L’ufficiale giudiziario munito di titolo esecutivo procede al pignoramento ricercando le cose nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti, e anche sulla persona stessa. L’ufficiale giudiziario puo’ avere l’assistenza della forza pubblica.

Deve essere eseguito di preferenza sulle cose che l’ufficiale giudiziario ritiene di piu’ facile e pronta liquidazione nel limite di un presunto valore di realizzo (calcolato aumentando della meta’ l’importo del credito precettato). In ogni caso devono essere preferiti, in ordine: il denaro contante, gli oggetti preziosi, i titoli di credito ed ogni altro bene che appaia di sicura realizzazione. Il denaro, i preziosi e i titoli pignorati vengono consegnati dall’ufficiale giudiziario al cancelliere del competente ufficio giudiziario, mentre gli altri beni vengono trasportati in un luogo di pubblico deposito oppure affidati ad uno specifico custode (che non puo’ essere il creditore o il debitore qualora l’altra parte non dia il suo consenso).

Cosa NON possono pignorare.

Riguarda solamente il pignoramento mobiliare presso il debitore, e comprende cose che per il loro prevalente valore morale (es. oggetti di culto, fede nuziale), o per stretta necessita’ nella vita domestica (es. frigorifero, lavatrice), hanno indotto il legislatore a privilegiare i bisogni di quest’ultimo rispetto al principio per cui tutti i beni dovrebbero fungere da garanzia dei creditori ed essere quindi espropriabili. Sono inoltre sottratti al pignoramento i crediti alimentari (gli alimenti versati dal coniuge separato, tranne per cause di alimenti e comunque con autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice delegato e per la parte dallo determinata dallo stesso), i crediti aventi per oggetto sussidi di grazia, di sostentamento, di maternita’ e di malattia.

Sono parzialmente impignorabili, invece,

tutti i beni indispensabili per l’esercizio della professione o del mestiere esercitato dal debitore. Essi possono essere pignorati nei limiti di un quinto nei casi in cui il presumibile valore degli altri beni non appare sufficiente per la soddisfazione del credito. La disposizione non si applica se il provvedimento riguarda una societa’.Particolari disposizioni, inoltre, riguardano le cose che il proprietario di un fondo tiene per il servizio e la coltivazione del medesimo nonche’ i frutti non ancora raccolti o separati dal suolo.

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  1. Ottimo spunto per attente riflessioni. Grazie per il contributo.

  2. Fate attenzione che l’atto di precetto e’ solo uno dei modi in cui il creditore puo’ rivalersi in caso di mancato-pagamento di un debito.

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